Ambiente - Dicembre 2013

Andar per masi a ... lavorare
Grazie all'iniziativa di masi di montagna è possibile sperimentare la vera vita dei contadini di alta quota: svegliarsi all'alba per mungere mucche e raccogliere fragole sono solo alcuni dei compiti richiesti.
"Sveglia alle 5.45. Colazione alle 6 e poi nel campo". Le parole sono di Adelaide, italiana dell'Alto Adige per cui il virgolettato andrebbe letto con accento leggermente tedesco. Lo stesso che non ammette repliche alle direttive. Sveglia di prima mattina e giornata nel campo è la prima regola del maso Platz, dove grazie all'iniziativa "masi di montagna" ho vissuto per una settimana la dura vita dei contadini dei masi. Io, milanese doc.
Il maso Platz si trova a Prato allo Stelvio, immerso nell'omonimo Parco naturale. Per arrivarci si percore la lunga Val Venosta che confina con la Svizzera e l'Austria. Siamo a 1.400 metri sul livello del mare. Montagne piene d'acqua sopra, non manca quasi mai il temporale giornaliero, e sotto. Per questo i campi sono di un verde intenso fin quasi sulle cime. In valle i meleti la fanno da padrone. Ma c'è un altro frutto che tiene fede al suo nome e dà buone soddisfazioni: la fragola.
Il maso chiuso è una tradizione dell'area alpina germanofona che si tramanda al fine di preservare l'indivisibilità della proprietà agricola. Esso è infatti ereditato indiviso dal primogenito maschio. Nulla è facile coltivare e i capricci del clima non perdonano. Ma in questo caso la forza di volontà di una donna vince su tutto. Lei è Adelaide. Classe 1951. Una vita spesa a lavorare. Prima per rifare il maso chiuso e poi per avviare la stalla e la coltivazione delle fragole. Accanto a lei il marito Helmut che però si ammala di un brutto male e non può più lavorare. Allora tutto il peso dei sei ettari è sulle spalle di questa donna, del figlio Arnold e della nuora Anita. Ma si capisce che è lei a dare le direttive. "Chiedilo a Heidi" ti senti dire. Non parla solo con il suo piacevole accento tedesco Adelaide: lavora tanto.
L'orto da curare è immenso. Le fragole si fanno rosse in un attimo e la raccolta è continua. Ma bisogna anche venderle e allora la "signora delle fragole" carica il furgoncino tre volte alla settimana e va al mercato con il suo banchetto dove vende anche marmellata e succhi. E poi c'è la stalla. Le mucche, che a turno danno i vitelli, anche quelle che per antica transumanza stanno su al pascolo. E la mungitura che certo, spetta ad Arnold, ma se c'è da dare una mano...
Così, alla mattina presto iniziavo anche io: carica della novità mi alzavo un minuto prima che la sveglia suonasse. Bussavo alla porta di Emanuela, una tedesca di Monaco che come me era alla prima esperienza di raccolta di fragole, e andavamo a fare colazione con il latte fresco appena munto e la marmellata di Adelaide che era come mangiare fragole fresche. Belle trovarsele nel vasetto o nel cestino: ma quanta fatica raccoglierle dalle piantine che stanno rasoterra. Schiena curva o in ginocchio, le fragole vanno divise per grandezza in cestini da vendere o da farne marmellata. E poi i cestini, a otto a otto, messi in cassetta e portati in carriola al riparo dal sole appena possibile. Un po' di aiuto in stalla, quindi arrivava la pausi di fine mattinata e il rientro al maso dove ci aspettavano il pranzo preparato da Anita e la vita di comunità tipica di un maso.
A metà pomeriggio, quando il sole troppo forte si ammansiva, si ritornava al campo. Ci accompagnavano i bambini (con me c'era anche mio figlio Bartolomeo e il suo amico Matteo) e i cani che avevano sempre voglia di giocare. La settimana di volontariato nel maso è volata: una fatica dal significato immenso. Di fragole ne ho raccolte e mangiate tante. Coltivate senza alcun additivo da Adelaide, me le potevo permettere alla faccia delle mie intolleranze alimentari. Ho imparato a staccarle dalla pianta con delicatezza e precisione in maniera che la corolla verde rimanesse attaccata al frutto. In un attimo una piantina fertile di pochi centimetri sapeva darmi frutti per riempire un cestino. E più vecchia era la piantina più ti consegnava fragole zuccherine con quel profumo intenso che rimarrà nei miei ricordi per tutta la vita. Esattamente come questa magnifica esperienza.
VideoIl video degli interventi dei volontari sui masi di montagna in Alto Adige ora in visione.
Sa 20.1
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Do 21.1
-11 - 7
Lu 22.1
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